FUCK ME(N)

FUCK ME(N)

11-12 febbraio 2023

Evoè!Teatro
FUCK ME(N)
con Giovanni Battaglia, Emanuele Cerra, Paolo Grossi
testi di Giampaolo Spinato – Il professore animale;
Massimo Sgorbani – Tracce mnestiche di un padre di famiglia;
Roberto Traverso – Sunshine
adattamento e regia Liv Ferracchiati
luci Emanuele Cavazzana
fonica Giacomo Agnifili
costumi Lucia Menegazzo
foto di scena Marco Leonardo Pieropan
realizzato con il sostegno del Centro Santa Chiara di Trento
con il contributo di PAT – Provincia Autonoma di Trento, Fondazione Caritro, Comune di Rovereto, Cassa rurale di Rovereto
con il patrocinio del Centro antiviolenza di Trento, coordinamento donne
comunicazione curata da Cooperativa Smart

 

IL PROFESSORE ANIMALE di Giampaolo Spinato: il Potere. Un Fuck Me(n) di sessant’anni, professore universitario, stimato dalla comunità accademico-scientifica. Ipersessuale. Attraverso il suo flusso di coscienza, quasi senza respiro entriamo nel suo recinto di caccia: giovani studentesse corteggiate e accalappiate attraverso una fitta rete di promesse e giochi psicologici.
TRACCE MNESTICHE DI UN PADRE DI FAMIGLIA di Massimo Sgorbani: l’Educazione. Un Fuck Me(n) ama suo figlio e lo prepara al mondo. Racconta le favole dei grandi pugili, di Cassius Clay, Foreman, Frazier, eroi omerici, immensi statuari che sublima e quasi interpreta, mimando gesti e pugni devastanti. Ma la compagna, perno educativo della famiglia, lo contrasta con l’arma della parola, mentre il figlio assorbe e dal padre prende esempio.
SUNSHINE di Roberto Traverso: la Paternità. Un Fuck Me(n) e la sua compagna. Un figlio piccolo che diventa despota e dittatore delle attenzioni materne. Un conflitto crescente tra quella che sembra e si rivela essere la gelosia di un padre nei confronti del suo stesso figlio. Forse una dimenticanza, forse una distrazione, forse il lavoro, forse... presto emerge la colpa agghiacciante che l’uomo cela dietro le sue parole.

“Sai quante volte ti guardo dormire? Sei lì a pochi centimetri, ma sei terribilmente lontana, allora comincio a detestare il fatto che tu ci sia, la tua vicinanza. Vorrei essere solo, libero almeno nella solitudine.”

 

Oggi l’uomo e in particolare la mascolinità sono oggetto di un forte scontro di genere che si articola a più livelli nella società. Lo vediamo attraverso le storie narrate dai giornali, dalla cronaca nera a quella politica. Il maschile è in crisi e come una bestia ferita, ringhia e morde guidata dal primordiale istinto della sopravvivenza. Così si rende incapace di affrontare la modernità e i rapporti umani se non attraverso dinamiche negative, di potere, di violenza o di gelosia e rivendicazione. Scavando nei testi degli autori, nelle compiute pagine di violenza, si scopre infine un mondo fatto di fragilità, a volte delicatezza, a volte persino di vaga simpatia nei confronti dei personaggi, costretti però inesorabilmente alla consapevolezza delle loro azioni e ad una tragica liberazione dal giogo sociale che li costringe.
Fuck Me(n) è un allestimento agile, nato da tre distinti monologhi adattati a testo corale, dove le tre voci confluiscono in un unico flusso che costituisce il cuore del tema maschile. In scena solo i tre attori, i loro costumi, uno schema luci basilare e due casse audio. Dal punto di vista tecnico non serve altro. Lo spettacolo è un lavoro sperimentale e innovativo dal punto di vista estetico e della parola, a volte spersonalizzata, a volte in contrasto con l’interpretazione e frutto della sintesi dei quattro livelli linguistici: corpo, costume, testo e tecnica.
Evoè!Teatro da sempre si occupa dello Sparagmòs sociale. Si tratta dell’antico rito dionisiaco attraverso il quale le baccanti squartavano al culmine dell’atto orgiastico l’uomo in segno di sacrificio al grido di Evoè!. La compagnia si occupa dello squartamento sociale, la frammentazione dell’ “io” in mille derivazioni telematiche, il crollo dei rapporti sociali diretti, della famiglia, dell’umanità, del maschio attraverso la produzione di nuove drammaturgie di autori viventi nazionali e internazionali. Un teatro ironico, sarcastico, spietato, crudo, consolante solo attraverso la catarsi dello spettatore.

“Signori datemi portatemi le vostre bimbe le aspetto a braccia aperte non lasciatele in balia dei pusher chiudete le frontiere sfilatele dalle grinfie degli albanesi dei rumeni dei senegalesi negri tutti gli extracomunitari non lasciatele stuprare affidatele alle istituzioni ne avremo cura noi...”

 

 

ORARI
infrasettimanale ore 20.30
domenica ore 18.00

BIGLIETTI
18€ intero
15€ ridotto convenzionati / over 65
12€ ridotto under 30 e carta Feltrinelli/Ubik

 

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