CINEMA

 

STABAT MATER

STABAT MATER

14 aprile 2022

Teatro Electa Pistoia
STABAT MATER
liberamente tratto da un testo di Grazia Frisina
regia Giuseppe Tesi
con Melania Giglio, Giuseppe Sartori e i Detenuti della Casa Circondariale di Pistoia
aiuto regia Giuseppe Sartori
direttore della fotografia Riccardo De Felice
musiche Marco Baraldi
brano musicale Indifferentemente interpretato da Valentina Stella
brano Stabat Mater interpretato dal Sopranista Angelo Manzotti

Stabat Mater. Un titolo già di per sé evocativo e carico di suggestioni e di significato. E davvero Maria è stata descritta, dipinta e scolpita nei secoli come una donna che stabat, quasi ferma di fronte allo scorrere del tutto, come immobile dinanzi agli eventi.

Maria, invocata in molte preghiere, è una creatura che si immagina esattamente nel modo in cui fu dipinta da Raffaello: eterea, angelica, dolcissima nei tratti e nello sguardo tutto proteso verso quel bambino che allunga le braccia al suo petto. La madre per eccellenza, Maria. Colei che ama il proprio Figlio di un amore

totale, colei a cui il Figlio viene strappato e che, una volta deposto dalla croce, viene abbandonato fra le braccia nella più iconica delle sculture a lei dedicate: la Pietà del genio di Michelangelo. Lo sguardo abbassato su quel Figlio, gli occhi curvati da una piega di dolore, la figura ieratica e tuttavia composta. Icona di una donna paziente, docile, gentile nei tratti e nei modi, obbediente al volere del Padre.

 

Maria è stata, ed è, nell’immaginario collettivo e tradizionale, tutto questo: la quintessenza della rassegnazione, della sopportazione, della compassione di fronte a quel Figlio strappatole. Ma, ancor più che un’entità ineffabile e divina, lo Stabat Mater di Grazia Frisina per la regia di Giuseppe Tesi e di Teatro Electra ha voluto cogliere l’umanità di Maria, quel suo essere donna e madre che piange il suo figlio perduto. Così, la voce di questa donna, umile ma coraggiosa, diventa assordante. Si sentono i suoi gemiti, le sue grida, i suoi lamenti, le sue parole che sono un misto fra poesia e prosa rabbiosa. Si manifesta il suo dolore, che da interiore si trasforma in uno stato di malessere anche fisico, tangibilissimo, prepotente. Si assiste a una confessione, quasi

una liberazione, con cui Maria si spoglia della sua connotazione di donna prescelta da Dio come di un mantello pesante e ingombrante e si veste della sua disperazione, che diventa grido universale di dolore. Il linguaggio di Maria squarcia il silenzio della morte. Maria prende la parola in uno Stabat Mater che diviene un fluire di storie di vite in parte spezzate, in parte dimenticate, in parte soffocate. Maria prende la parola da un teatro che è il carcere. Il suo silenzio e il silenzio di quel luogo spesso accantonato, come si fa con tutte le cose scomode, si congiungono, si uniscono, si riconoscono, per rompersi e finire per confluire in parole che parlano di vita, di libertà, di amore: in parole che danno voce a chi una voce non ce l’ha.

 

 
Lo spettacolo si svolgerà nel pieno rispetto delle normative anti-Covid con obbligo di indossare la mascherina per tutta la durata della rappresentazione.
Sarà possibile entrare in sala solo se in possesso di green pass secondo le disposizioni del decreto legge 23 luglio 2021 n. 105 e salvo le eccezioni previste dalla normativa vigente e debitamente documentate.

 

ORARI
ore 20.30
 

BIGLIETTI

18€ intero
15€ ridotto convenzionati / over 65
12€ ridotto under 30 e carta Feltrinelli/Ubik

 

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