PADRE D’AMORE PADRE DI FANGO
di Cinzia Pietribiasi e Compagnia Pietribiasi/Tedeschi
produzione Il Teatro delle Donne - Centro Nazionale di Drammaturgia di Firenze
Selezione L’Italia dei Visionari 2020/Kilowatt Festival
Spettacolo vincitore del Primo Premio e del Premio della Critica al Festival Le
Voci dell’Anima 2021
Con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della
Lombardia
performer Cinzia Pietribiasi
suoni Giorgia Pietribiasi
immagini Ayanta Noviello
odori Marco Ceravolo
luci e scene Lidia Zanelli, Giulia Drogo, Andrea Narese
assistente alla regia Pierluigi Tedeschi
voci fuori campo Michele Zaccaria
Si ringraziano:
Stefan Kaegi, Lola Arias, Alina Marazzi,
Selezione L’Italia dei Visionari 2020/Kilowatt Festival
Spettacolo vincitore del Primo Premio e del Premio della Critica al Festival Le
Voci dell’Anima 2021
Con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della
Lombardia
performer Cinzia Pietribiasi
suoni Giorgia Pietribiasi
immagini Ayanta Noviello
odori Marco Ceravolo
luci e scene Lidia Zanelli, Giulia Drogo, Andrea Narese
assistente alla regia Pierluigi Tedeschi
voci fuori campo Michele Zaccaria
Si ringraziano:
Stefan Kaegi, Lola Arias, Alina Marazzi,
Franco Ripa di Meana, Lorenzo Belardinelli
La narrazione multimediale Padre d’amore Padre di fango ha debuttato il 23
luglio 2020 nell’importante cornice di Kilowatt Festival, a seguito della
selezione “L’Italia dei Visionari”, davanti ad un pubblico commosso che ha
cercato di rispondere alla domanda attorno a cui ruota tutto lo spettacolo: cosa vuol dire amare un padre?
Siamo nel 1989: l’atmosfera di disimpegno politico e sociale culmina nella caduta del muro di Berlino. La provincia veneta appare ferita dagli arresti politici e dal dilagare della tossicodipendenza. Sara è una bambina di 10 anni con la passione per il tennis e un amore smodato per Andre Agassi e suo padre Sergio è un operaio trentenne, idealista ed eroinomane. Il 1989 è l’anno in cui tutto cambia anche per la famiglia di Sara.
selezione “L’Italia dei Visionari”, davanti ad un pubblico commosso che ha
cercato di rispondere alla domanda attorno a cui ruota tutto lo spettacolo: cosa vuol dire amare un padre?
Siamo nel 1989: l’atmosfera di disimpegno politico e sociale culmina nella caduta del muro di Berlino. La provincia veneta appare ferita dagli arresti politici e dal dilagare della tossicodipendenza. Sara è una bambina di 10 anni con la passione per il tennis e un amore smodato per Andre Agassi e suo padre Sergio è un operaio trentenne, idealista ed eroinomane. Il 1989 è l’anno in cui tutto cambia anche per la famiglia di Sara.
Ad aiutare la protagonista nella lotta per la vita, importanti figure di donne: la nonna Teresa, macellaia e fan sfegatata di Casadei e la bisnonna Rina, operaia tessile da Marzotto e due guerre mondiali sulle spalle.
Sullo sfondo Schio, cittadina operaia in provincia di Vicenza. La piccola e
industriosa città, che vede nascere e crescere grandi aziende tessili come la Lanerossi, negli anni ‘80 viene letteralmente sommersa dall’eroina, assistendo con indifferenza e paura all’annichilimento della generazione venti-trentenne dell’epoca.
La scrittura, dallo stile quasi cinematografico, procede per frammenti, immagini della memoria, odori degli ambienti abitati, eventi storici e copre un arco di tempo che va dal 1979 al 1992. La narrazione, asciutta e per niente patetica, è scevra da giudizi e commenti e rispecchia il punto di vista della bambina, che lentamente, ma inesorabilmente, diventa consapevole di ciò che sta accadendo a suo padre.
Attraverso l’occhio della webcam, gestita in tempo reale, il corpo, con i suoi
segni e le sue cicatrici, diventa mappa di un percorso a ritroso nella memoria.
Sullo sfondo Schio, cittadina operaia in provincia di Vicenza. La piccola e
industriosa città, che vede nascere e crescere grandi aziende tessili come la Lanerossi, negli anni ‘80 viene letteralmente sommersa dall’eroina, assistendo con indifferenza e paura all’annichilimento della generazione venti-trentenne dell’epoca.
La scrittura, dallo stile quasi cinematografico, procede per frammenti, immagini della memoria, odori degli ambienti abitati, eventi storici e copre un arco di tempo che va dal 1979 al 1992. La narrazione, asciutta e per niente patetica, è scevra da giudizi e commenti e rispecchia il punto di vista della bambina, che lentamente, ma inesorabilmente, diventa consapevole di ciò che sta accadendo a suo padre.
Attraverso l’occhio della webcam, gestita in tempo reale, il corpo, con i suoi
segni e le sue cicatrici, diventa mappa di un percorso a ritroso nella memoria.
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ORARI
domenica ore 18.00
BIGLIETTI
10€ posto unico