LO SPOPOLATORE

LO SPOPOLATORE

31 ottobre — 2 novembre  2025

Lo spopolatore
di Samuel Beckett – copyright Editions de Minuit
produzione Galleria Toledo
traduzione Gabriele Frasca
con Guido Acampa, Roberto C, Gabriele Frasca,
Stefano Perna e Massimiliano Sacchi

 

La lettura di uno dei testi più emblematici di Samuel Beckett, l’aborto di romanzo Lo spopolatore, s’irradia in un vero e proprio concerto per buio, suoni, voce e segni, per offrire allo spettatore una straordinaria immersione, al contempo emotiva e sensoriale, nella bolgia dantesca, o campo di accoglienza, in cui il maestro irlandese ridusse per l’occasione il mondo.

La prima versione manoscritta dello Spopolatore è datata in testa «Parigi, 31.10.1965», e reca in coda l’indicazione di quello che sarebbe risultato il primo momentaneo abbandono: «Ussy 28.11.1965». Con un mese scarso di lavoro, dunque, Samuel Beckett avviava i cantieri del suo testo in qualche modo più architettonico, una sorta di piccola torre di Babele, condannata a sua volta a rimanere incompiuta. E lo faceva scrivendo in prima battuta un incipit, che seppure sarebbe stato poi trasformato in quello addirittura proverbiale della stesura definitiva, conteneva di già tutti gli elementi di una grande macchina antropica: «Stabilire uno spazio dove riuniti permanentemente i corpi possano errare per la maggior parte alla ricerca gli uni degli altri o per semplice bisogno di movimento». Il fantomatico spopolatore, quello di cui per tutta la vita ciascuno di noi si mette in cerca, si annida fra l’andare a fare quattro passi per sgranchirsi le gambe e l’ammonimento di Cristo secondo il vangelo di Giovanni (13,34) ad amarsi l’un l’altro. E se colpisce, di quella che sarebbe rimasta comunque l’unica opera corale di Beckett, l’immediata messa in questione della specie che trasforma la turba inquadrata semplicemente in «corpi» — conditio sine qua non di ogni spazio concentrazionario —, non è difficile intravedere nel verbo all’infinito iniziale una vera e propria indicazione di regia filmica, come di chi volesse procedere con la camera a spalla a perlustrare lo spazio di questo spicchio d’inferno.


Nel collettivo Bombice militano attualmente: Guido Acampa, Roberto C, Gabriele Frasca, Stefano Perna e Massimiliano Sacchi.


ORARI

venerdì 20.30
sabato 20.30
domenica 18.00

BIGLIETTI
18€ intero
15€ ridotto [under 35 / over 65 / carta Feltrinelli / carta Ubik / convenzionati]
10€ ridotto studenti  

 

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